Se visualizzate questa pagina significa che non avete il lettore aggiornato o installato.
Il menu è realizzato in tecnologia Flash con l'ultima versione del programma (Flash 8).
Per visualizzarlo correttamente cliccate il pulsante qui sotto e seguite la procedura
(il lettore è gratuito).

Una volta completata l'operazione ricaricate questa pagina.
[scarica il plugin di Flash]

Castellonorato di Formia

Centro collinare, a breve distanza dal mare, con aperture panoramiche a 360 gradi sul golfo e sulla valle dell'Ausente, sui monti Aurunci.

Castellonorato prosegue la serie di insediamenti ininterrotti lungo la fascia pedemontana tra Gaeta ed il Garigliano. Tra i Formiami colles Onorato I Caetani, conte di Fondi, nell'ultimo quarto del secolo XIV aveva stabilito una rete di fortificazioni su preesistenti strutture: Castellone, Maranola, Castellonorato.
Queste si univano alle turrite Fondi, Itri, Mola Traetto.
Tutte si inquadravano nel dominio dei Caetani, intenti ad assicurarsi l'antico Formianum (da Canneto presso il limite di Terracina al Garigliano) e tessendo nella terra aurunca un sistema integrato di rocche e città fortificate.

Bisogna scivolare all'età antica, ed in particolare alle vicende pre romane, per cogliere altre informazioni.
È attestata un'ininterrotta sequenza di strutture in opera poligonale in tutta la fascia pedemontana di Formia con la presenza delle diverse tipologie costruttive.
In particolare nel territorio di Castellonorato sono state individuate, oggi ancora in situ, le stazioni poligonali della Madonna della Palomba, Orsano, Pella e monte Calvario nei pressi dello stadio, il tutto racchiuso nel tratto lineare di circa un chilometro.
La presenza di questi elementi costruttivi fa propendere per l'ipotesi di un'attività umana stanziale già prima dell'avvento dei Romani (IV secolo a.C.).

I Formiami colles, richiamati più volte negli studi sulla realtà medievale formiana e sulle vicende del ducato di Gaeta tra IX e XI secolo, per gran parte nel tenimento di Castellonorato non furono mai abbandonati, ma senza soluzione di continuità rimasero abitati, con più o meno valida attività umana.
Cosicché dall'età pre romana sino ai nostri giorni in questo territorio orientale dell'antica Formia, l'uomo ha lasciato segni della sua presenza medievale, anche se oggi si rischia di perdere la leggibilità di alcune rilevanti sequenze archeologiche degli insediamenti.

Storia di Formia illustrata (a cura di M. D'Onofrio).

Vol. II: Età medievale". Sellino editore, Pratola sannita, 2000